Metaphonie im Altrömischen (Promotionsprojekt)


Allgemeine Angaben

Projektbeginn
Freitag, 01. Oktober 2010
Projektende
Donnerstag, 06. August 2015
Status
abgeschlossen
Hochschule
Johannes Gutenberg Universität
Stadt der Hochschule
Mainz
Thematik nach Sprachen
Italienisch
Disziplin(en)
Sprachwissenschaft
Schlagwörter
Neurömisch, Wandel des römischen Dialekts, Altrömisch, Metaphonie

Aktiv beteiligte Person(en)

(z.B. Kooperation, Mitarbeiter, Fellows)

Alessandra Matrone


Exposé

Gegenstand dieser Dissertation wird die Beschreibung des mittelalterlichen römischen Dialekts sein und zwar bezüglich eines speziellen Merkmals, der Metaphonie.
Bei der Metaphonie handelt es sich um ein sprachliches Phänomen, welches die betonten offenen Vokale ę́, ǫ́, und die betonten geschlossenen Vokale ẹ́ und ọ́ betrifft. Die Metaphonie kommt in den meisten italienischen Dialekten vor, außer im Toskanischen. Im heutigen Römischen ist sie auch nicht vorhanden. Das Altrömische weist dagegen viele Beispiele für die Metaphonie von ę́ und ǫ́ auf. Bezüglich der Vokale ẹ́ und ọ́ ist jedoch die Existenz der Metaphonie im Altrömischen umstritten. Da im altrömischen Dialekt sehr früh eine Toskanisierung stattgefunden hat und so altrömische dialektale Merkmale durch toskanische Merkmale ausgewechselt wurden, stellt sich nun die Frage, ob die Metaphonie der Vokale ẹ́ und ọ́ bereits im Altrömischen fehlte oder ob sie vielleicht erst durch diese Einfluss verloren gegangen ist. Die Diskussion über die mögliche Existenz dieser Metaphonie im Altrömischen wird seit Jahren von vielen Sprachwissenschaftlern geführt und dauert bis heute an. T. Reinhard, C. Merlo und F.A. Ugolini sprechen sich für die Existenz dieser Metaphonie im Altrömischen aus, während G. Ernst, G. Macciocca, L. Serianni, M. Maiden, P. Trifone und U. Vignuzzi diese Existenz bestreiten.
Anhand einer qualitativen und quantitativen Korpusanalyse soll diese Dissertation zu einer klaren Aussage über die Existenz der Metaphonie insbesondere bezüglich der Vokale ẹ́ und ọ́ im Altrömischen gelangen.

L’argomento del presente dottorato di ricerca è la metafonesi nel dialetto medievale della città di Roma. La metafonesi rappresenta un processo linguistico che può colpire le vocali toniche ę́, ǫ́, , ẹ́ e ọ́. L’effetto assimilatorio causato dalla metafonesi è rintracciabile nella maggior parte dei dialetti italiani, al di fuori del dialetto toscano. Questo tratto linguistico tipico dei dialetti italiani manca anche nel romanesco odierno. Il romanesco antico o anche romanesco di prima fase presenta numerosi casi di metafonesi delle vocali toniche ę́ e ǫ́, mentre la metafonesi delle vocali toniche ẹ́ e ọ́ è molto discussa e contestata. L’antico dialetto di Roma ha subito già in età rinascimentale l’influenza del dialetto toscano che ha portato a una vera e propria toscanizzazione del volgare romanesco. Questa toscanizzazione ha provocato una sostituzione di alcuni tratti peculiari del romanesco di prima fase con dei tratti toscani. A questo punto è necessario porre la domanda se la metafonesi delle vocali in questione non sia mai esistita nel romanesco antico o se questa metafonesi rappresenti un ulteriore tratto perso nel corso dell’evoluzione del dialetto di Roma a causa dell’influsso toscano.
Il dibattito linguistico sull’esistenza di questo tipo di metafonesi dura ormai da vari anni e ne fanno parte svariati linguisti. A favore dell’esistenza di questo specifico tipo di metafonesi si sono espressi T. Reinhard, C. Merlo e F.A. Ugolini, al contrario G. Ernst, G. Macciocca, L. Serianni, M. Maiden, P. Trifone e U. Vignuzzi negano l’esistenza della suddetta metafonesi.
L’obiettivo di questo dottorato di ricerca è di fornire una risposta al sopraccitato problema attraverso un’analisi linguistica delle fonti più attendibili del romanesco antico.


Anmerkungen

keine

Ersteller des Eintrags
Alessandra Matrone
Erstellungsdatum
Donnerstag, 06. Oktober 2011, 07:46 Uhr
Letzte Änderung
Mittwoch, 02. September 2015, 13:07 Uhr